Riflessioni a margine dell’incontro pubblico sulla ferrovia Roma Nord dell’8 luglio 2013


Pianeta Terra chiama, la politica non risponde

Lunedì ho assistito all’incontro organizzato dall’associazione Città in movimento sulla ferrovia  Roma-Viterbo, il “trenino”  con cui  molti abitanti e studenti del nostro territorio accedono a Roma  ogni mattina, fra disservizi, ritardi e arrabbiature.

L’incontro è cominciato con un’ora di ritardo, credo a causa dell’assessore Civita o comunque di qualche altro invitato importante.

Non escludo che il ritardo fosse giustificato. Tuttavia, è anche innegabile che “arrivare in ritardo” è un’abitudine di molti politici e dirigenti, sempre meno comprensibile e tollerata. Peraltro, il caso vuole che stessimo partecipando a un incontro incentrato su un servizio pubblico (il treno e i trasporti) in cui la puntualità è un elemento sostanziale. E allora, provocatoriamente, mi chiedo: se uno non riesce a programmare i propri spostamenti può poi pensare di dare il corretto impulso alla gestione dei trasporti pubblici? In fondo se si hanno troppi impegni, si può anche partecipare via Skype, per dire.

Altro elemento leggermente deludente, l’intervento di Eugenio Patanè che si è dilungato a dire cose che tutti i presenti sapevano già o avevano già detto, snocciolando una serie di idee e proposte bellissime ma tutto sommato già note ai partecipanti, che il servizio lo usano tutti i giorni. Un po’ fuori luogo, poi, l’immancabile riferimento alle potenzialità degli smartphone. Anche perché fra i promotori dell’evento figura proprio un gruppo di cittadini che con twitter monitora costantemente il servizio, anche dialogando con gli operatori, e che quindi queste potenzialità le conosce bene.

C’è spazio per una politica delle idee e dei problemi concreti

La sala era piena (credo una cinquantina di persone, escluso il tavolo degli oratori), e il paese di Rignano era ampiamente rappresentato (ho contato una decina persone, di cui sei del circolo PD). Personalmente interpreto questo fatto come un’indicazione dell’importanza di questo argomento, che spero venga affrontato in modo più esplicito e pubblico a livello comunale.

Dagli interventi è emersa una forte necessità di concretezza. Non si tratta più di ascoltare promesse su fantomatici finanziamenti che andranno a migliorare la ferrovia, chissà quando e chissà come, ma di ottenere subito dei miglioramenti del servizio mediante piccoli interventi (Carlo Scoppola dell’ass. Città in movimento, ne ha elencati diversi).

E i miglioramenti sembrano a portata di mano se ci si abitua all’idea di collaborare con gli utenti, ascoltare le segnalazioni e le richieste, lavorare insieme e in modo coordinato con tutti gli stakeholder: enti locali e regionali, operatori dei diversi servizi (ATAC e COTRAL, ma anche i diversi servizi di trasporto locali), cittadini e utenti.

Al riguardo va detto che l’ass. Civita si è impegnato a organizzare un tavolo interistituzionale fra gli stakeholder elencati. Personalmente mi auguro non si tratti del solito carrozzone, ma di un tavolo fortemente operativo, che lavori in modo aperto e asincrono (cioè sfruttando al massimo le potenzialità della rete). Vedremo.

La risorsa più grande: le persone

Infine, il vero elemento nuovo e interessante di tutta la serata è stata la testimonianza del Comitato dei Pendolari Roma Nord, un gruppo organizzato di cittadini che osservo da tempo tramite i loro interventi su Facebook, twitter e blog. Interessante perché evidenzia una volta di più le competenze nascoste nella società e il desiderio delle persone di partecipare in modo fattivo perché le cose funzionino meglio.

In particolare, mi è piaciuto come il lavoro del Comitato, oltre a funzionare in estemporanea ‑ per diffondere notizie e reclami su disservizi e problemi a misura che questi si verificano ‑  miri anche a produrre dati utili e sistematici sul funzionamento del servizio, documentando la frequenza delle soppressioni, l’evasione tariffaria, le temperature.

Troppo spesso la rete serve da sfogatoio, per lamentarsi e aggredire. Qui invece c’è un lavoro serio e strutturato per fare emergere le situazioni in modo concreto e documentato e favorire il cambiamento. Non è poco.

Spero quindi che l’amministrazione regionale non perda l’opportunità di interloquire seriamente con queste persone, anche per affrontare problemi di fondo (come l’utilizzo di finanziamenti) su cui i cittadini potrebbero avere priorità diverse rispetto alle istituzioni:

pendolari

Sarà anche banale dirlo, ma le persone sono le uniche  risorse che non mancano mai, anche in tempo di crisi e carenza di fondi. Le intelligenze e l’entusiasmo individuali sono  una ricchezza che non possiamo veramente permetterci di non utilizzare. Anche qui, vedremo.

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