Referendum e il PD: e ora?


banchetti

All’inizio di quest’estate, il partito radicale ha lanciato un’ennesima, ambiziosa, campagna referendaria che, sfidando l’inerzia della politica, mirava a promuovere l’iniziativa dei cittadini su problemi annosi e fondamentali del nostro paese.

Parliamo di temi che riguardano i diritti dei più deboli, come la famigerata Bossi-Fini ‑tragicamente tornata alla ribalta con la recente tragedia di Lampedusa ‑ ma anche di mostruosità come la Fini-Giovanardi e di temi caldi come il finanziamento pubblico dei partiti, la responsabilità civile dei magistrati, l’ergastolo e la separazione delle carriere.

L’appello dei radicali – ora possiamo dirlo – è rimasto sostanzialmente inascoltato a sinistra e fra i dirigenti del PD. Con la sola eccezione di Sandro Gozi e di Roberto Giachetti, nessun dirigente nazionale del PD ha avuto il coraggio o la presenza di spirito di promuovere attivamente il dibattito sui quesiti referendari e la raccolta firme.

Persino il Forum per l’Immigrazione di Livia Turco, dopo aver — con il minimo clamore possibile — aderito ai soli referendum contro la Bossi-Fini, si è poi astenuto dal promuoverli e di fatto ne ha sancito, insieme ad altri, il fallimento. (La posizione di SEL e del M5S non è  meno criticabile, ma di questo spero parleranno i rispettivi militanti).

Quali i motivi di tanta indifferenza? Claudio Catalano, un compagno del PD Portuense che come me ha collaborato alla raccolta firme, la attribuisce scherzando alla superstizione: per impedire l’edificazione di una moschea, il leghista Borghezio portava, sui terreni destinati alla costruzione, un maiale. Per far girare dall’altra parte i nostri dirigenti e militanti, è bastato paventare l’adesione di Berlusconi – poi puntualmente arrivata.

Ma non c’è solo questo.  Sull’argomento, il responsabile giustizia del PD  Danilo Leva afferma infatti, in molteplici interviste al Foglio e all’Unità, che il PD è pronto a promuovere una legge per l’abolizione dell’ergastolo e a riformare la legge Vassallo sulla responsabilità civile dei magistrati. Se non abbiamo sostenuto i referendum, quindi, è  “perché noi siamo un partito di governo che conduce le battaglie in Parlamento”.

Non so quanto questa posizione sia condivisa nel PD, ma se lo è, il silenzio sui referendum evidenzia un problema ancora diverso, più  profondo e – a mio modo di vedere – più gravido di conseguenze.

I referendum sono uno straordinario strumento di mobilitazione popolare. Pensare che un “partito di governo” non abbia bisogno di usarli, significa in primo luogo disconoscere la straordinaria domanda di partecipazione e coinvolgimento che viene dalla società italiana. Significa non aver capito che la gente, nel bene o nel male, non accetta più soluzioni preconfezionate e decise dagli eletti, e che il consenso è qualcosa che va costruito con coraggio per le strade e fra la gente.

Questo errore, tipico della scuola dalemiano/bersaniana del PD, si è già materializzato durante le parlamentarie del 2012. Di fronte alla domanda, proveniente da militanti ed elettori,  di “contare”, il PD si è chiuso in sé stesso, nelle regole e negli steccati ideologici; ha fatto finta di aprirsi, per poi cedere al controllo dei soliti noti, con le conseguenze che abbiamo visto da febbraio in poi.

Eppure ormai è chiaro che la paura della partecipazione e l’incapacità di costruire consenso anche su temi potenzialmente controversi rappresenta  il limite più grave dei politici del secolo scorso, quale che sia la loro età anagrafica. Spero che questo sia chiaro ai nostri candidati segretari. Il ricambio e rinnovamento che tutti auspicano (a parole) non può riguardare solo le persone, ma anche le modalità di rapporto con la società.

Spero infine che l’approccio che adotteremo nei confronti dei referendum che passeranno il vaglio della Cassazione e della Consulta sia più attivo e da protagonisti. E’ ora di voltare pagina, chiudere un’epoca giocata sulla difensiva e riprendere l’iniziativa politica.

(tazebaonews)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...