Se non ora quando? L’emergenza neve e il valore di una comunità


Non conosco la situazione a Roma. So però che qui a Rignano Flaminio e in buona parte dell’area Nord della provincia, la nevicata di ieri e il tempo di oggi hanno creato un’emergenza che è difficile non considerare straordinaria.

Sono cresciuta nel Nord d’Italia, ma tanta neve a soli 200 metri di altezza non ne avevo mai vista. Soprattutto, non così tanta in così poco tempo. La neve sta creando disagi gravi. Manca l’elettricità (a casa mia è mancata per tutto venerdì) e, di conseguenza in molte parti del paese manca anche l’acqua (in assenza di elettricità non funzionano le pompe dei pozzi). Molte case sono isolate, la Flaminia non è praticabile senza le catene. E anche avendo le catene bisogna prima liberare l’auto dai cumuli di neve che l’hanno sommersa nottetempo.

La situazione è difficile, ma è proprio nei momenti difficili che si vede il valore di una comunità.

Allora, pur continuando a lamentarci (è umano), pensiamo anche a cosa fare per aiutare chi sta peggio di noi e superare questo momento difficile.

E’ questo il momento della solidarietà e della responsabilità. E allora, chi è giovane e in forza si offra per aiutare a spalare la neve. Chi ha vicini anziani e ammalati, si preoccupi di sapere se hanno bisogno di qualcosa. Chi ha mezzi (jeep, trattori, pale) si offra volontario per contribuire a ripulire le strade, acquistare medicinali, soccorrere persone in difficoltà. Manteniamo la calma. Usiamo i numeri  messi a disposizione dal Comune per partecipare in modo costruttivo, e non per insultare chi sta già lavorando (è successo…). Chi ha acqua o riscaldamento si prepari, se necessario, ad aiutare o ospitare chi non ne ha.

E poi evitiamo comportamenti rischiosi. Non usciamo di casa se non è necessario. Se usciamo cerchiamo di vestirci in modo adeguato (ieri ho visto donne con le calze di nylon e scarpe con tacco). Per strada, non dimentichiamo che le catene non ci esimono dal guidare con cautela (in particolare, evitiamo i sorpassi!).

Superata l’emergenza avremo modo di valutare assieme cosa ha funzionato e cosa si poteva fare di meglio. Ora lavoriamo assieme per affrontare le difficoltà, senza scordarci di ringraziare chi (volontari o operatori) è per strada o al telefono da giorni.