Pendolaria


roma nordAnche quest’anno (era già successo qualche tempo fa), il Comitato Pendolari Roma Nord ha organizzato un incontro pubblico sulla ferrovia Roma-Civita Castellana, a cui ha invitato — oltre a rappresentanti dei gestori Atac, Cotral e della Regione Lazio — anche i sindaci di tutti i Comuni attraversati dalla linea.

Ci sono tornata anche io, perché, pur non essendo pendolare, so per esperienza indiretta (tre figli che vanno a scuola a Roma) che le condizioni del servizio sono inaccettabili. In più, e più in generale, sono convinta che questo treno rappresenti un problema prioritario nella nostra area, a cui si dà troppa poca attenzione.

All’incontro erano presenti una sessantina di persone più una decina di organizzatori, i rappresentanti di Legambiente e diversi sindaci (fra cui Di Lorenzi di Rignano Flaminio, Menichelli di Sant’Oreste e Riccieri di Riano). Assenti Regione Lazio, Atac (che ha mandato una lettera di scuse), Cotral e Comune di Roma.

Per chi vuole i dettagli, rimando al resoconto degli organizzatori, alla ripresa di Radio Rokka e ai video di Gianfranco Lelmi.  Qui invece i fatti come li ho percepiti io e le mie riflessioni.

I fatti

In sintesi, i pendolari hanno ribadito i problemi già evidenziati in altre occasioni: orari incerti e insufficienti, scarsa sicurezza, mancanza di comunicazione e di attenzione ai clienti, disattenzione ai disabili e tolleranza all’evasione. Legambiente ha una volta di più evidenziato le potenzialità della ferrovia anche come veicolo di un turismo sostenibile. I sindaci, presenti in gran numero, hanno sostanzialmente spiegato di essere d’accordo con i cittadini, ma di non riuscire ad ottenere niente.

Come la volta scorsa, ho notato la puntualità delle osservazioni mosse dai pendolari (tutto è calcolato e documentato) e lo spirito costruttivo, ancorché critico, con cui svolgono la loro azione.

Per quanto riguarda gli interventi dei sindaci, questi riflettono tutti una sostanziale assenza di peso contrattuale nei rapporti con le amministrazioni di livello superiore. In particolare, mi ha colpito il resoconto di Commissari, sindaco di Morlupo, che ha raccontato di aver proposto anni fa la costruzione di un parcheggio di scambio (su terreno offerto gratuitamente dal suo Comune) per un importo dell’ordine delle centinaia di migliaia di euro. Espletate le pratiche (delibere consiliari ecc.) per avviare l’opera, Commissari ha ricevuto dal suo interlocutore (provincia o regione, non ricordo) un progetto dell’ordine di milioni di euro, chiaramente più faraonico del necessario e non sostenibile per il suo comune (e quindi abbandonato).

Le riflessioni: e l’Europa?

Io spero che l’azione del Comitato continui, anche focalizzandosi su pochi obiettivi concreti, da ottenere un passo alla volta. Un prossimo incontro è previsto per il 5 giugno, alla Conferenza dei sindaci che si terrà a Fiano Romano.

Mi chiedo inoltre se non sia possibile adire l’Europa (con una qualche procedura di infrazione o petizione), per costringere le autorità italiane a prendere atto delle lamentele dei cittadini.

Un lavoro molto interessante su questo è svolto da tempo dall’associazione Radicali Roma, che a marzo ne ha parlato nel convegno Roma chiama Europa, offrendo spunti molto interessanti. Io un’occhiata ce la darei.

Le riflessioni: e la politica?

Ho grande considerazione per il lavoro di sindaco, ma la descrizione dei rapporti fra sindaci e regione mi induce ad una riflessione un po’ impietosa e più ampia.

Ma le persone (assessori e consiglieri regionali) che ora non rispondono ai sindaci e ai dirigenti politici locali non sono stati eletti proprio con i voti o preferenze che questi stessi politici locali rastrellano sul territorio?

Non è quindi il loro sistema di selezione degli eletti che deve essere rimesso in discussione? Se io raccolgo voti per la persona che spero faccia **favori** al mio territorio (sic), anziché una che so che promuoverà con correttezza gli interessi comuni, posso poi stupirmi se, al momento di fare una scelta, verranno privilegiati “rastrellatori di voti” più pesanti di me? (E le imprese hanno sicuramente pesi maggiori rispetto agli amministratori e dirigenti politici locali, a destra e a sinistra).

Ho ancora in mente le recenti elezioni regionali, e ho appena letto il libro Default Lazio, dove gli incentivi perversi della politica regionale appaiono in tutto il loro splendore, e quindi la domanda è ancora più vivida.

Come sempre, mi chiedo, quanto possiamo andare avanti con questa storia? Perché a me sembra che il tempo per cambiare questo modo di fare politica sia sempre meno.

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Riflessioni a margine dell’incontro pubblico sulla ferrovia Roma Nord dell’8 luglio 2013


Pianeta Terra chiama, la politica non risponde

Lunedì ho assistito all’incontro organizzato dall’associazione Città in movimento sulla ferrovia  Roma-Viterbo, il “trenino”  con cui  molti abitanti e studenti del nostro territorio accedono a Roma  ogni mattina, fra disservizi, ritardi e arrabbiature.

L’incontro è cominciato con un’ora di ritardo, credo a causa dell’assessore Civita o comunque di qualche altro invitato importante.

Non escludo che il ritardo fosse giustificato. Tuttavia, è anche innegabile che “arrivare in ritardo” è un’abitudine di molti politici e dirigenti, sempre meno comprensibile e tollerata. Peraltro, il caso vuole che stessimo partecipando a un incontro incentrato su un servizio pubblico (il treno e i trasporti) in cui la puntualità è un elemento sostanziale. E allora, provocatoriamente, mi chiedo: se uno non riesce a programmare i propri spostamenti può poi pensare di dare il corretto impulso alla gestione dei trasporti pubblici? In fondo se si hanno troppi impegni, si può anche partecipare via Skype, per dire.

Altro elemento leggermente deludente, l’intervento di Eugenio Patanè che si è dilungato a dire cose che tutti i presenti sapevano già o avevano già detto, snocciolando una serie di idee e proposte bellissime ma tutto sommato già note ai partecipanti, che il servizio lo usano tutti i giorni. Un po’ fuori luogo, poi, l’immancabile riferimento alle potenzialità degli smartphone. Anche perché fra i promotori dell’evento figura proprio un gruppo di cittadini che con twitter monitora costantemente il servizio, anche dialogando con gli operatori, e che quindi queste potenzialità le conosce bene.

C’è spazio per una politica delle idee e dei problemi concreti

La sala era piena (credo una cinquantina di persone, escluso il tavolo degli oratori), e il paese di Rignano era ampiamente rappresentato (ho contato una decina persone, di cui sei del circolo PD). Personalmente interpreto questo fatto come un’indicazione dell’importanza di questo argomento, che spero venga affrontato in modo più esplicito e pubblico a livello comunale.

Dagli interventi è emersa una forte necessità di concretezza. Non si tratta più di ascoltare promesse su fantomatici finanziamenti che andranno a migliorare la ferrovia, chissà quando e chissà come, ma di ottenere subito dei miglioramenti del servizio mediante piccoli interventi (Carlo Scoppola dell’ass. Città in movimento, ne ha elencati diversi).

E i miglioramenti sembrano a portata di mano se ci si abitua all’idea di collaborare con gli utenti, ascoltare le segnalazioni e le richieste, lavorare insieme e in modo coordinato con tutti gli stakeholder: enti locali e regionali, operatori dei diversi servizi (ATAC e COTRAL, ma anche i diversi servizi di trasporto locali), cittadini e utenti.

Al riguardo va detto che l’ass. Civita si è impegnato a organizzare un tavolo interistituzionale fra gli stakeholder elencati. Personalmente mi auguro non si tratti del solito carrozzone, ma di un tavolo fortemente operativo, che lavori in modo aperto e asincrono (cioè sfruttando al massimo le potenzialità della rete). Vedremo.

La risorsa più grande: le persone

Infine, il vero elemento nuovo e interessante di tutta la serata è stata la testimonianza del Comitato dei Pendolari Roma Nord, un gruppo organizzato di cittadini che osservo da tempo tramite i loro interventi su Facebook, twitter e blog. Interessante perché evidenzia una volta di più le competenze nascoste nella società e il desiderio delle persone di partecipare in modo fattivo perché le cose funzionino meglio.

In particolare, mi è piaciuto come il lavoro del Comitato, oltre a funzionare in estemporanea ‑ per diffondere notizie e reclami su disservizi e problemi a misura che questi si verificano ‑  miri anche a produrre dati utili e sistematici sul funzionamento del servizio, documentando la frequenza delle soppressioni, l’evasione tariffaria, le temperature.

Troppo spesso la rete serve da sfogatoio, per lamentarsi e aggredire. Qui invece c’è un lavoro serio e strutturato per fare emergere le situazioni in modo concreto e documentato e favorire il cambiamento. Non è poco.

Spero quindi che l’amministrazione regionale non perda l’opportunità di interloquire seriamente con queste persone, anche per affrontare problemi di fondo (come l’utilizzo di finanziamenti) su cui i cittadini potrebbero avere priorità diverse rispetto alle istituzioni:

pendolari

Sarà anche banale dirlo, ma le persone sono le uniche  risorse che non mancano mai, anche in tempo di crisi e carenza di fondi. Le intelligenze e l’entusiasmo individuali sono  una ricchezza che non possiamo veramente permetterci di non utilizzare. Anche qui, vedremo.