AAA Campione digitale cercasi


campioni digitaliLa rivoluzione tecnologica pone sfide e opportunità per l’economia e la società. Sfide e opportunità che, come sappiamo tutti, riguardano il mondo del lavoro, l’informazione, le relazioni fra le persone.

Per affrontare al meglio tale situazione, il governo ha nominato un “campione digitale” per l’Italia, le cui prime dirompenti iniziative sono stata la pubblicazione on line delle spese di tutti i Comuni italiani, ma anche il lancio di una rete di 8000 campioni digitali, uno per Comune italiano.

Due scelte (la pubblicazione dei dati e la creazione di una rete) molto significative. Digitale infatti non significa solo “informatizzare”, ma anche adeguare le strutture organizzative,  disintermediare, aprire e moltiplicare gli accessi alle informazioni, lavorare in rete piuttosto che in sistemi gerarchici rigidi.

Nell’articolo che ho scritto per il Nuovo di marzo (link in calce) ho analizzato la situazione nei Comuni dell’area della Conferenza dei sindaci, andando a guardare le spese, ma anche la mappa dei Campioni digitali.

Noi ancora non abbiamo nessuno che ci “rappresenti”, e forse è il caso di rifletterci. In un’area dalla vocazione economica incerta come la nostra, perdere anche il treno del digitale è forse una scelta che non ci possiamo permettere.

(L’articolo in pdf è qui:  campioni digitali)

Siamo noi il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo


Citare Gandhi parlando di un’iniziativa come PuliAmo Rignano può sicuramente apparire presuntuoso o esagerato — e probabilmente lo è. Però (che posso farci?) è proprio questa la riflessione sintetica che mi sento di fare pensando all’allegra giornata di ieri.

puliamorignano2

Gli insegnamenti che possiamo trarre da questa prima iniziativa sono tanti e tutti positivi. Sicuramente ieri abbiamo toccato con mano almeno tre cose:

Abbiamo visto che se vogliamo che le cose cambino, dobbiamo smettere di lamentarci e farcene carico noi per primi. Scaricare le responsabilità non serve. Muoviamoci e diamo l’esempio.

Abbiamo visto che i segnali contano e, se lanciati onestamente e con convinzione, vengono correttamente recepiti dai cittadini. Non si trattava solo di rifuti, ma di rispetto per il territorio e per noi stessi. Era ed è chiaro.

Soprattutto, abbiamo visto che la gente è pronta a partecipare e desidera essere coinvolta in un progetto di cittadinanza comune e condiviso. Il paese appartiene a tutti quelli che lo abitano e le condizioni in cui versa ci interessano.

Grazie quindi ai cittadini, tanti, che dalle 7 di mattina (di sabato, ma non avevano niente di meglio da fare!?) sono passati in Comune per unirsi alle squadre di lavoro e hanno lavorato seriamente per tutta la mattinata (le foto lo testimoniano).

Cittadini di tutte le provenienze, rignanesi storici e di più recente acquisizione, italiani e stranieri hanno lavorato con convinzione ed energia, raccogliendo cartacce e plastiche, ma anche eliminando terriccio ed erbacce, svuotando fossi e segnalando discariche abusive o altri problemi.

Grazie alle tante persone che, pur non partecipando fisicamente all’iniziativa si sono avvicinate a noi sorridendo e ringraziandoci per il lavoro che facevamo. Personalmente ricordo l’entusiasmo e le parole di una abitante nelle prossimità di Via Falisca (“State facendo una rivoluzione!”) e il sorriso dei tanti passanti, in auto e a piedi.

Grazie ai volontari che hanno portato torte, bevande, e altre delicatezze per allietare la “merenda” a metà mattinata e le persone che pur non potendo lavorare hanno seguito la logistica, accolto e indirizzato i partecipanti, distribuito le magliette.

Grazie, infine, agli operatori ecologici che, contagiati dall’entusiasmo dei cittadini, ci hanno seguito e aiutato. Da oggi sanno che il loro lavoro è importante per tutti noi e hanno un incentivo in più per farlo al meglio e pretendere di essere messi nelle condizioni perché ciò accada.

Facciamo in modo che questo capitale di entusiasmo non vada perduto.